Leggo su La Stampa che molti negozi stanno diventando abitazioni.
Proprio così, complice la crisi economica, che rende proibitivi i costi degli appartamenti in centro, pare che molti abitanti delle grandi città preferiscano vivere "in vetrina" piuttosto ceh spostarsi in periferia.
Il fenomeno è stato osservato da Immobiliare.it: grazie a un prezzo fino al 35% inferiore
rispetto a quello di un appartamento tradizionale, gli esercizi
commerciali diventano una soluzione abitativa che fa gola. Anche se questo tipo di soluzione non sarebbe legalmente consentita.
Nelle aree metropolitane di Roma, Milano e Torino l’offerta complessiva
nel 2014 sarebbe di 5200 spazi di questo tipo. E le zone dove si ricorre
più volentieri a questa soluzione sono quelle centrali.
Diverse le cause alla base di questo fenomeno, secondo Carlo Giordano,
ad di Immobiliare.it. "In molti casi non si verifica il passaggio
generazionale dei proprietari degli esercizi commerciali nella gestione
dell’attività. Perciò i negozi, sempre più spesso, rimangono vuoti a
lungo. Quindi il proprietario non percepisce un utile da quello spazio,
ma gli restano costi di mantenimento e tasse". Dopo un po’ quindi si
cambia destinazione.
Per andare incontro alle esigenze degli abitanti, in futuro si potrebbe
anche andare verso una trasformazione legislativa che acconsenta a
formule di utilizzo degli spazi analoghe al Nord Europa. Questo
rappresenterebbe anche una soluzione al problema della chiusura degli
spazi commerciali che causa una sensazione di abbandono e di mancanza di
sicurezza nelle strade e la perdita di accessibilità ai servizi di
prossimità per le fasce più deboli della popolazione.
lunedì 27 ottobre 2014
mercoledì 13 agosto 2014
Il CdA di Salini Impregilo ha approvato la proposta di autorizzazione all’acquisto e alienazione di azioni proprie da sottoporre all’Assemblea ordinaria dei soci
Secondo quanto letto ieri in un comunicato stampa di Salini Impregilo, il Consiglio di Amministrazione ha esaminato e approvato la proposta di autorizzazione all’acquisto e alla disposizione di azioni proprie.
Motivazioni della richiesta di autorizzazione
La richiesta di autorizzazione all’acquisto e alla disposizione di azioni proprie è finalizzata a dotare la Società di uno strumento di largo uso nelle società quotate, per cogliere opportunità di investimento per ogni finalità consentita dalle vigenti disposizioni, ivi incluse le finalità contemplate nelle “prassi di mercato” ammesse dalla Consob ai sensi dell’art. 180, comma 1, lett. c), del TUF con delibera n. 16839 del 19 marzo 2009 e nel Regolamento CE n. 2273/2003 del 22 dicembre 2003. I principali obiettivi che il Consiglio di Amministrazione intende perseguire mediante le operazioni per le quali si propone di concedere l’autorizzazione sono i seguenti:
Numero Massimo e categoria di azioni proprie acquistabili
Alla data della presente relazione il capitale sociale sottoscritto e interamente versato della Società è rappresentato da n. 493.788.182 azioni, prive di valore nominale, di cui n. 492.172.691 azioni ordinarie e n. 1.615.491 azioni di risparmio, rappresentative di un capitale sociale complessivo pari ad euro 544.740.000,00. L’autorizzazione proposta ha ad oggetto il conferimento al Consiglio di Amministrazione della facoltà di acquistare azioni ordinarie della Società, in una o più volte, in misura liberamente determinabile dal Consiglio di Amministrazione, sino a un numero massimo di azioni ordinarie proprie, tale da non eccedere il 10% del numero complessivo delle azioni in circolazione al momento dell’operazione (ovvero, se inferiore, sino al limite massimo di tempo in tempo previsto dalla normativa di legge e regolamentare), avuto anche riguardo alle azioni ordinarie proprie eventualmente possedute dalla Società stessa a tale data sia direttamente, sia indirettamente, tramite sue società controllate. Il tutto nel rispetto delle disposizioni di legge e regolamentari vigenti alla data dell’operazione. La Società non detiene attualmente azioni proprie.
Periodo di validità dell’autorizzazione assembleare
L’autorizzazione all’acquisto delle azioni proprie è richiesta per il termine massimo consentito dalla normativa di legge e regolamentare applicabile, attualmente pari a 18 mesi, ai sensi dell’articolo 2357, comma 3, del codice civile, con la facoltà del Consiglio stesso di procedere alle operazioni autorizzate in una o più volte e in ogni momento, in misura e tempi liberamente determinati nel rispetto delle norme applicabili, con la gradualità ritenuta opportuna nell’interesse della Società. L’autorizzazione alla disposizione delle azioni proprie viene richiesta senza limiti temporali.
Indicazione del prezzo minimo e massimo
La Relazione illustrativa del Consiglio di Amministrazione all’Assemblea, di cui all’art. 73 del Regolamento Emittenti, indicherà i criteri di determinazione del prezzo di acquisto delle azioni proprie.
Modalità per l’effettuazione degli acquisti
Il Consiglio di Amministrazione propone che l’autorizzazione sia concessa per l’effettuazione di acquisti di azioni proprie secondo qualsivoglia delle modalità consentite dalla normativa vigente (anche per il tramite di società controllate), da individuarsi, di volta in volta, a discrezione del Consiglio stesso. Per quanto concerne le operazioni di disposizione, il Consiglio di Amministrazione propone che l’autorizzazione consenta l’adozione di qualunque modalità risulti opportuna per corrispondere alle finalità perseguite – ivi incluso l’utilizzo delle azioni proprie al servizio di piani di incentivazione azionaria e/o della cessione di diritti reali e/o personali e/o prestito titoli – da eseguirsi sia direttamente che per il tramite di intermediari, nel rispetto delle disposizioni di legge e regolamentari vigenti in materia, sia nazionali che comunitarie.
L’avviso di convocazione dell’Assemblea Ordinaria della Società e la relazione illustrativa del Consiglio di Amministrazione all’Assemblea, di cui all’art. 73 del Regolamento Emittenti, saranno messi a disposizione del pubblico con le tempistiche previste dalla normativa vigente.
Motivazioni della richiesta di autorizzazione
La richiesta di autorizzazione all’acquisto e alla disposizione di azioni proprie è finalizzata a dotare la Società di uno strumento di largo uso nelle società quotate, per cogliere opportunità di investimento per ogni finalità consentita dalle vigenti disposizioni, ivi incluse le finalità contemplate nelle “prassi di mercato” ammesse dalla Consob ai sensi dell’art. 180, comma 1, lett. c), del TUF con delibera n. 16839 del 19 marzo 2009 e nel Regolamento CE n. 2273/2003 del 22 dicembre 2003. I principali obiettivi che il Consiglio di Amministrazione intende perseguire mediante le operazioni per le quali si propone di concedere l’autorizzazione sono i seguenti:
- operare sul mercato, nel rispetto delle disposizioni di legge e regolamentari vigenti e tramite intermediari, a sostegno della liquidità del titolo e a fini di stabilizzazione del corso dello stesso, in presenza di eventuali oscillazioni delle quotazioni che riflettano andamenti anomali, anche legati a un eccesso di volatilità o a una scarsa liquidità degli scambi e/o a collocamenti sul mercato di azioni da parte di azionisti aventi l’effetto di incidere sul suo corso e/o, più in generale, a contingenti situazioni di mercato;
- acquistare azioni proprie in un’ottica di investimento a medio e lungo termine ovvero comunque cogliere opportunità di mercato anche attraverso l’acquisto e la rivendita delle azioni ogniqualvolta sia opportuno sia sul mercato sia (per quel che riguarda l’alienazione) nei c.d. mercati over the counter o anche al di fuori del mercato purché a condizioni di mercato;
- dotarsi di un portafoglio di azioni proprie di cui poter disporre nel contesto di eventuali operazioni di finanza straordinaria e/o di incentivazione e/o per altri impieghi ritenuti di interesse finanziario, gestionale, e/o strategico per la Società.
Numero Massimo e categoria di azioni proprie acquistabili
Alla data della presente relazione il capitale sociale sottoscritto e interamente versato della Società è rappresentato da n. 493.788.182 azioni, prive di valore nominale, di cui n. 492.172.691 azioni ordinarie e n. 1.615.491 azioni di risparmio, rappresentative di un capitale sociale complessivo pari ad euro 544.740.000,00. L’autorizzazione proposta ha ad oggetto il conferimento al Consiglio di Amministrazione della facoltà di acquistare azioni ordinarie della Società, in una o più volte, in misura liberamente determinabile dal Consiglio di Amministrazione, sino a un numero massimo di azioni ordinarie proprie, tale da non eccedere il 10% del numero complessivo delle azioni in circolazione al momento dell’operazione (ovvero, se inferiore, sino al limite massimo di tempo in tempo previsto dalla normativa di legge e regolamentare), avuto anche riguardo alle azioni ordinarie proprie eventualmente possedute dalla Società stessa a tale data sia direttamente, sia indirettamente, tramite sue società controllate. Il tutto nel rispetto delle disposizioni di legge e regolamentari vigenti alla data dell’operazione. La Società non detiene attualmente azioni proprie.
Periodo di validità dell’autorizzazione assembleare
L’autorizzazione all’acquisto delle azioni proprie è richiesta per il termine massimo consentito dalla normativa di legge e regolamentare applicabile, attualmente pari a 18 mesi, ai sensi dell’articolo 2357, comma 3, del codice civile, con la facoltà del Consiglio stesso di procedere alle operazioni autorizzate in una o più volte e in ogni momento, in misura e tempi liberamente determinati nel rispetto delle norme applicabili, con la gradualità ritenuta opportuna nell’interesse della Società. L’autorizzazione alla disposizione delle azioni proprie viene richiesta senza limiti temporali.
Indicazione del prezzo minimo e massimo
La Relazione illustrativa del Consiglio di Amministrazione all’Assemblea, di cui all’art. 73 del Regolamento Emittenti, indicherà i criteri di determinazione del prezzo di acquisto delle azioni proprie.
Modalità per l’effettuazione degli acquisti
Il Consiglio di Amministrazione propone che l’autorizzazione sia concessa per l’effettuazione di acquisti di azioni proprie secondo qualsivoglia delle modalità consentite dalla normativa vigente (anche per il tramite di società controllate), da individuarsi, di volta in volta, a discrezione del Consiglio stesso. Per quanto concerne le operazioni di disposizione, il Consiglio di Amministrazione propone che l’autorizzazione consenta l’adozione di qualunque modalità risulti opportuna per corrispondere alle finalità perseguite – ivi incluso l’utilizzo delle azioni proprie al servizio di piani di incentivazione azionaria e/o della cessione di diritti reali e/o personali e/o prestito titoli – da eseguirsi sia direttamente che per il tramite di intermediari, nel rispetto delle disposizioni di legge e regolamentari vigenti in materia, sia nazionali che comunitarie.
L’avviso di convocazione dell’Assemblea Ordinaria della Società e la relazione illustrativa del Consiglio di Amministrazione all’Assemblea, di cui all’art. 73 del Regolamento Emittenti, saranno messi a disposizione del pubblico con le tempistiche previste dalla normativa vigente.
martedì 4 febbraio 2014
Sempre più tasse sugli immobili
Si pagheranno più tasse per gli immobili quest’anno. Il peso fiscale su
questo tipo di beni, infatti, supererà nel 2014 i 52 miliardi di euro:
ben 2,9 miliardi in più rispetto al 2013. Non solo: dall’inizio della
crisi il livello di tassazione sulle case, sui negozi, sugli uffici e
sui capannoni è aumentato di ben 10 miliardi. I dati sono stati
elaborati dalla Cgia (Confederazione Generale Italiana dell'Artigianato) e indicano, secondo l’associazione degli artigiani
veneta, ancora una volta come il “mattone” sia sempre più nelle mire del
fisco con l’obbiettivo di far cassa.
"Se in questi ultimi otto anni il prelievo legato alla redditività degli immobili è rimasto pressoché uguale - precisa Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia - quello riferito ai trasferimenti di proprietà è addirittura sceso del 23%, a seguito della fortissima crisi che il mercato immobiliare ha subito in questi ultimi anni. Solo il gettito riconducibile al possesso dell’immobile - osserva - ha subito un vera e propria impennata: dal 2007 ad oggi è cresciuto del 78%. Tra l’Imu, la Tasi e il nuovo prelievo sui rifiuti (Tari), quest’anno pagheremo quasi 31 miliardi di euro". Per Bortolussi questo importo "incide sul prelievo totale per quasi il 60%".
"Tenendo conto di tutto il sistema fiscale che grava sul mattone - afferma l’associazione nel suo rapporto sul carico fiscale sugli immobili - quest’anno i proprietari di immobili pagheranno quasi 3 miliardi in più rispetto all’anno precedente. Una buona parte di questo rincaro, secondo lo studio, va addebitato all’introduzione della Tasi che appesantira’ il prelievo fiscale soprattutto sui proprietari di seconde e terze case e su quelli che possiedono un immobile ad uso produttivo". La Cgia ricorda che negli ultimi 8 anni il prelievo sui rifiuti è aumentato del 66%: era pari a 4,6 miliardi ed ora ha raggiunto quota 7,6 miliardi, mentre l’imposta che grava sugli immobili (prima l’Ici popi l’Imu ed ora Iuc) ha fatto salire il carico fiscale del 53%.
"Nel 2007 - conclude la Cgia - il gettito era di 12,7 miliardi, nel 2014 sfiorera’ i 19,5 miliardi di euro. Tuttavia, la voce che ha subito la variazione percentuale più forte è stata quella riferita alle successioni e donazioni: +390%. Se nel 2007 l’Erario aveva incassato 106 milioni di euro, nel 2014 il gettito previsto raggiungerà i 520 milioni di euro". (fonte "Crisi Finanziaria")
"Se in questi ultimi otto anni il prelievo legato alla redditività degli immobili è rimasto pressoché uguale - precisa Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia - quello riferito ai trasferimenti di proprietà è addirittura sceso del 23%, a seguito della fortissima crisi che il mercato immobiliare ha subito in questi ultimi anni. Solo il gettito riconducibile al possesso dell’immobile - osserva - ha subito un vera e propria impennata: dal 2007 ad oggi è cresciuto del 78%. Tra l’Imu, la Tasi e il nuovo prelievo sui rifiuti (Tari), quest’anno pagheremo quasi 31 miliardi di euro". Per Bortolussi questo importo "incide sul prelievo totale per quasi il 60%".
"Tenendo conto di tutto il sistema fiscale che grava sul mattone - afferma l’associazione nel suo rapporto sul carico fiscale sugli immobili - quest’anno i proprietari di immobili pagheranno quasi 3 miliardi in più rispetto all’anno precedente. Una buona parte di questo rincaro, secondo lo studio, va addebitato all’introduzione della Tasi che appesantira’ il prelievo fiscale soprattutto sui proprietari di seconde e terze case e su quelli che possiedono un immobile ad uso produttivo". La Cgia ricorda che negli ultimi 8 anni il prelievo sui rifiuti è aumentato del 66%: era pari a 4,6 miliardi ed ora ha raggiunto quota 7,6 miliardi, mentre l’imposta che grava sugli immobili (prima l’Ici popi l’Imu ed ora Iuc) ha fatto salire il carico fiscale del 53%.
"Nel 2007 - conclude la Cgia - il gettito era di 12,7 miliardi, nel 2014 sfiorera’ i 19,5 miliardi di euro. Tuttavia, la voce che ha subito la variazione percentuale più forte è stata quella riferita alle successioni e donazioni: +390%. Se nel 2007 l’Erario aveva incassato 106 milioni di euro, nel 2014 il gettito previsto raggiungerà i 520 milioni di euro". (fonte "Crisi Finanziaria")
giovedì 21 marzo 2013
Euribor in salita: cosa succederà ai mutui?
Ho parlato a gennaio della risalita dell'Euribor, ma ovviamente la domanda che interessa a tutti è: cosa succederà ai mutui a tasso variabile?
Il Sole 24 ore cerca di spiegarlo:
"La notizia non farà piacere a chi sta rimborsando un mutuo a tasso variabile che vedrà probabilmente nei prossimi mesi piccoli ritocchi al rialzo delle rate, dopo aver però beneficiato negli ultimi anni della straordinaria caduta degli Euribor. Nel computo algebrico complessivo quindi, in caso di rialzo degli Euribor, andrebbero messi anche gli incredibili vantaggi percepiti dalla generazione di mutuatari fortunati con lo scivolone degli utlimi anni. E poi, un altro dato: le previsioni indicano sì un trend rialzista ma decisamente al piccolo trotto (150 punti base partendo da soglie azzerate) in quattro anni. Ciò significa che la differenza che oggi persiste tra i migliori mutui a tasso variabile (3%) e i migliori a tasso fisso (5%) offre ai "variabili" ancora un margine di vantaggio per valutare seriamente questa opzione, anche alla luce del trend sull'Euribor.
A ciò va aggiunto, per chi oggi si appresta a stipulare un mutuo, che un eventuale rialzo degli Euribor non potrà che essere accompagnato da una contestuale discesa degli spread applicati dalle banche sui mutui. Perché a quel punto le banche non avrebbero più giustificazioni per tenerli alti."
Il Sole 24 ore cerca di spiegarlo:
"La notizia non farà piacere a chi sta rimborsando un mutuo a tasso variabile che vedrà probabilmente nei prossimi mesi piccoli ritocchi al rialzo delle rate, dopo aver però beneficiato negli ultimi anni della straordinaria caduta degli Euribor. Nel computo algebrico complessivo quindi, in caso di rialzo degli Euribor, andrebbero messi anche gli incredibili vantaggi percepiti dalla generazione di mutuatari fortunati con lo scivolone degli utlimi anni. E poi, un altro dato: le previsioni indicano sì un trend rialzista ma decisamente al piccolo trotto (150 punti base partendo da soglie azzerate) in quattro anni. Ciò significa che la differenza che oggi persiste tra i migliori mutui a tasso variabile (3%) e i migliori a tasso fisso (5%) offre ai "variabili" ancora un margine di vantaggio per valutare seriamente questa opzione, anche alla luce del trend sull'Euribor.
A ciò va aggiunto, per chi oggi si appresta a stipulare un mutuo, che un eventuale rialzo degli Euribor non potrà che essere accompagnato da una contestuale discesa degli spread applicati dalle banche sui mutui. Perché a quel punto le banche non avrebbero più giustificazioni per tenerli alti."
martedì 12 marzo 2013
Mipim 2013: la presenza italiana
Ha aperto i battenti oggi a Cannes, l'edizione 2013 del Mipim, Mercato internazionale dei professionisti dell'immobiliare.
Al Palazzo dei congressi si ritrovano oltre 19.400 partecipanti registrati, tra espositori e visitatori, tra cui oltre 4.230 investitori, di un centinaio di Paesi, studi di architettura, costruttori, studi legali,catene di grandi alberghi.
Per l'Italia sono presenti 65 aziende espositrici, che potranno approfittare di un nuovo padiglione dedicato al nostro Paese: nomi noti del real estate come Beni Stabili e Generali Immobiliare, filiali nazionali delle grandi aziende di consulenza come Cushman & Wakefield ed Ernst & Young, attori del settore bancario, assicurativo e legale.
All'appuntamento , principale appuntamento a livello mondiale per il settore del real estate il nostro Paese è inoltre protagonista di uno dei focus nazionali, con uno speciale Italian day, il cui appuntamento più importante sarà un convegno su prospettive e opportunità del real estate in Italia. Ad animarlo, esperti del campo quali: Massimo Brunelli, amministratore delegato di Idea Fimit Sgr, Matteo Del Fante, direttore generale della Cassa depositi e prestiti, Aldo Mazzocco di Assoimmobiliare e Piero Fassino, sindaco di Torino.
Un posto speciale sarà infine dedicato al connubio tra gastronomia nostrana e stile architettonico, con un nuovo spazio ristorante all'interno del Palazzo dei congressi, il Deep design restaurant, progettato dall'architetto Simone Micheli.
Saranno inoltre assegnati, come da tradizione, i 'Mipim awards', per i progetti di sviluppo immobiliare più interessanti e innovativi.
Per l'Italia, è di nuovo Milano (dopo il progetto su Palazzo Aporti candidato l'anno scorso) a ritagliarsi uno spazio tra i finalisti, con la Unicredit Tower del nuovo quartiere Porta Nuova, nella categoria Best office e business development.
(ANSA).
Al Palazzo dei congressi si ritrovano oltre 19.400 partecipanti registrati, tra espositori e visitatori, tra cui oltre 4.230 investitori, di un centinaio di Paesi, studi di architettura, costruttori, studi legali,catene di grandi alberghi.
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| Massimo Brunelli di Idea Fimit uno dei relatori del convegno all'Italian Day |
All'appuntamento , principale appuntamento a livello mondiale per il settore del real estate il nostro Paese è inoltre protagonista di uno dei focus nazionali, con uno speciale Italian day, il cui appuntamento più importante sarà un convegno su prospettive e opportunità del real estate in Italia. Ad animarlo, esperti del campo quali: Massimo Brunelli, amministratore delegato di Idea Fimit Sgr, Matteo Del Fante, direttore generale della Cassa depositi e prestiti, Aldo Mazzocco di Assoimmobiliare e Piero Fassino, sindaco di Torino.
Un posto speciale sarà infine dedicato al connubio tra gastronomia nostrana e stile architettonico, con un nuovo spazio ristorante all'interno del Palazzo dei congressi, il Deep design restaurant, progettato dall'architetto Simone Micheli.
| L'Unicredit Tower |
Per l'Italia, è di nuovo Milano (dopo il progetto su Palazzo Aporti candidato l'anno scorso) a ritagliarsi uno spazio tra i finalisti, con la Unicredit Tower del nuovo quartiere Porta Nuova, nella categoria Best office e business development.
(ANSA).
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