Da Massimo Caputi blog, un articolo uscito ieri sul Corriere della Sera:
Sorgente Group of America annuncia l'acquisizione del Fine Arts Building di Los Angeles negli Stati Uniti, per 28,5 milioni di dollari.
L'immobile, conosciuto anche con il nome di "Global Marine House", rappresenta un vero e proprio simbolo per la città ed è stato costruito nel 1926. Con i suoi 12 piani, occupa una superficie di 120mila piedi quadrati e si trova al numero 811 di West 7th Street, nella via più esclusiva del centro cittadino. "Le nostre acquisizioni hanno sempre una componente architettonica e storica di grande valore, dal momento che la passione e la dedizione sono legate a doppio filo con gli immobili trofeo, categoria alla quale il Fine Arts Building appartiene a pieno diritto" - ha dichiarato Veronica Mainetti, Presidente di Sorgente Group of America.
"Con l'annuncio dell'acquisizione e con i progetti che abbiamo per valorizzarlo, possiamo confermare che questo immobile rimarrà un'icona culturale per Los Angeles".
Riverrock Real Estate Group ha svolto il ruolo di consulenza per conto di Sorgente Group of America, grazie alla sua esperienza nel mercato immobiliare di Los Angeles".
mercoledì 27 giugno 2012
venerdì 8 giugno 2012
Terremoto. Errani: Priorità usare immobili sfitti
| Vasco Errani |
giovedì 7 giugno 2012
Beni Stabili conferma i dividendi
| Aldo Mazzocco |
"Anche in periodi di crisi come questo Beni Stabili pagherà regolarmente i dividendi perchè «la capacità industriale - spiega l'amministratore delegato Aldo Mazzocco - dovrebbe consentirci di erogarli anche in mercati difficili». Nel primo investor day il manager ha presentato le attività industriali del suo gruppo immobiliare agli investitori. Nel frattempo proprio oggi nelle casse della società dovrebbero entrare mezzi freschi grazie anche all'ottenimento di un finanziamento ipotecario di 150 milioni, finalizzato al rimborso anticipato dell'indebitamento in scadenza nel 2013. Il nuovo contratto di finanziamento avrà durata quinquennale.
Un'operazione che consentirà alla società di rifinanziare anche un terzo circa del debito in scadenza nel 2013. dando uno sguardo al business il manager ha confermato che, attraverso il fondo Cronob (gestito da Beni Stabili gestioni), è in trattative per rilevare la galleria San Federico a Torino, uno degli immobili storici del gruppo Fonsai. Le stime per quest'anno i conti dovrebbe essere in linea con i risultati dello scorso anno, mentre per il 2013 è atteso in progresso grazie alla piena esecuzione dei contratti di locazione per gli immobili Excelsior e Torri Garibaldi. Il 2012 dovrebbe quindi chiudersi con ricavi da affitti sostanzialmente in linea con i 220 milioni dello scorso anno, un Ebit analogo ai 151 milioni del 2011 e un utile netto prossimo ai 20 milioni, mentre la generazione di cassa dovrebbe migliorare leggermente rispetto agli 87 milioni dello scorso anno."
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giovedì 31 maggio 2012
Il mercato immobiliare del 2012 e la crisi: cauto ottimismo
I problemi economici degli italiani si incrociano con la bolla speculativa degli immobili e il piccolo investitore, da sempre accanito sostenitore del mattone, raffredda il proprio entusiasmo verso tale tipo di investimento. La crisi è proseguita nel primo trimestre del 2012 con un trend negativo delle transazioni ma un cauto viraggio verso l’ottimismo sembra prospettarsi all’orizzonte. Il 2011 è stato un anno difficile per il mercato immobiliare italiano. Gli interventi sull'economia, la crisi di liquidità, la difficoltà a trovare e conservare il posto di lavoro e il difficile accesso al credito hanno penalizzato il settore immobiliare. Secondo il rapporto Tecnocasa Group le compravendite tra il 2010 e il 2011 hanno subito una flessione del 2,2% nonostante l'antica fiducia che gli italiani hanno sempre riposto nel mattone. La diminuita capacità di risparmio degli italiani ha peggiorato la situazione provocando una contrazione dei prezzi degli immobili del 4,7%. Per il primo trimestre del 2012 il trend negativo delle compravendite è stato confermato anche in località di prestigio, toccati da flessioni tra lo 0,96% e il 4%. Gli italiani si sono rivelati attendisti e poco propensi a rischiare. Nel mercato immobiliare del 2012 la crisi non è risolta ma gli italiani che pensano che sia un buon momento per acquistare sono saliti dal 45% al 48% e contestualmente sale anche la propensione all'acquisto. Diminuisce anche il numero degli italiani che pensano di rimandare di 12 mesi l'acquisto e scendono dal 21% al 18,6% coloro che pensano non sia un buon momento per acquistare un immobile. In aumento anche il numero di chi ipotizza una tenuta dei prezzi. Il momento per il settore immobiliare continua a non essere tra i migliori e la crisi non è ancora risolta. Per il mercato immobiliare del 2012 la crisi però potrebbe conoscere una inversione di tendenza su cui il cauto ottimismo degli italiani potrebbe influire positivamente soprattutto se i prezzi si attesteranno su valori accettabili e le banche renderanno il credito più accessibile.
giovedì 24 maggio 2012
8 anni di stipendi in coppia: ecco quanto costa la casa
Parlando di mattone lo scenario resta di crisi e gli studi che si occupano del settore iniziano ad estendere il periodo di contrazione fino a tutto il 2014. Chi vuole acquistare casa cerca oggi di capire se il mattone potrà mantenere il valore del capitale nel tempo. Vediamo come negli anni si è evoluto il rapporto tra lo stipendio percepito e il costo delle abitazioni. Se il reddito netto di una coppia di lavoratori dipendenti nel 2011 era di 38.700 euro, occorrono 8 anni di stipendi cumulati per acquistare l'abitazione rispetto alle 6,9 annualità necessarie nel 1970. «Nei decenni considerati si registrano lievissime oscillazioni – spiega Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari –. Quindi possiamo dire che redditi e case viaggiano in modo abbastanza parallelo. Prendendo in considerazione Roma e Milano la media sale nel primo caso a 12,2 annualità, confermando quindi Roma come città mediamente più cara sul territorio italiano, e nel secondo caso a 10,2 annualità». Il 1990 è stato un anno molto brillante per il mercato immobiliare con un'inflazione molto forte, e in quell'anno la media italiana è salita a 8,5 annualità ottenute da due stipendi netti. Tali livelli non sono stati più raggiunti. In quale situazione versa il mattone? “Non siamo in una fase di bolla dei prezzi – afferma Breglia – Siamo nella media degli ultimi 50 anni. Anche gli stipendi sono aumentati poco e, tra il 1990 e il 2011, sono rimasti fermi. La maggior convenienza dei mutui nell'ultimo decennio rispetto ai 30 anni precedenti ha creato i grandi numeri delle compravendite residenziali. Tra il 1970 e il 2000 ci sono state 500.000 compravendite di media all'anno, poi si è saliti a 800.000”. Quindi l’allarmismo sarebbe eccessivo? “Il mercato non si sta muovendo nella direzione del crollo, ci sono meno scambi per effetto delle incertezze. Nell'ultimo trimestre 2011 si è registrato un piccolo sprint del residenziale, che è continuato a gennaio e febbraio, ma da due mesi a questa parte la situazione si è fatta più difficile a causa degli andamenti dell'economia, della politica e della finanza che hanno rallentato gli scambi, calati del 10%“ In Italia l’investitore sembra comunque in una situazione migliore rispetto alla situazione spagnola. In Italia infatti la domanda non sta calando, come invece è avvenuto in Spagna, dove il mercato è alle prese con un milione di case nuove costruite e invendute. Tali costruzioni riguardano per i due terzi località turistiche e per il resto nuovi quartieri lontano dalle grandi città. La domanda degli stranieri è colata a picco a causa della bassa qualità delle costruzioni. In Italia l’invenduto risulta essere di 150.000 alloggi ed è distribuito sul territorio. Inoltre la dinamica demografica italiana è molto diversa da quella spagnola: lo stivale ha il 30% in più di abitanti ed è in continuo aumento l'immigrazione verso le grandi città.
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